#Recensione: Il Cavaliere Nero di Pietro Tulipano

12.01.2019


TRAMA


Areth è il più grande eroe del regno e sembra riassumere in sé tutte le virtù umane. Pochi conoscono il suo segreto: Areth non ricorda nulla del suo passato né delle sue origini. L'eroe vive ogni giorno sopportando il dolore di non conoscere la propria storia fino a quando non accade qualcosa che sconvolge la sua esistenza. Durante una missione, vede il ritratto del Cavaliere Nero: il guerriero più spietato e terribile che sia mai esistito. Ricordandosi improvvisamente che proprio il Cavaliere Nero fu il suo più grande nemico e il responsabile della sua amnesia e di tutte le sue sofferenze, Areth inizia una lenta discesa verso una pazzia fatta di ossessione. Inizia così un viaggio dalle conseguenze impensabili. La vendetta a cui ambisce l'eroe caduto si mescola al confronto tra il bene e il male, tra l'uomo e tutto ciò che lo opprime, tra l'ignoto e l'inestinguibile sete di conoscenza e di verità. 


RECENSIONE


Questo breve libro fantasy lo considero un ottimo compagno per chi cerca una lettura leggera, poiché lo stile di scrittura è molto scorrevole e il ritmo si mantiene ad un livello che permette al lettore di non annoiarsi. Tuttavia, non posso dire di averlo apprezzato pienamente, ma nemmeno di averlo disprezzato. 
Il libro è piccolo ed è incentrato in particolar modo sul protagonista, Areth, lasciando poco spazio al resto dei personaggi che sono soltanto delle comparse o poco più. I compagni del personaggio principale, sebbene siano descritti all'inizio, si vedono così di rado che risulta praticamente impossibile capire chi sia chi quando vengono interpellati, facendo sì che si rivelino quasi inutili e privi di uno spessore che possa suscitare un qualsiasi interesse nei loro confronti; persino la compagna del protagonista, Kandra, colei che sarebbe la più vicina a quest'ultimo, l'ho trovata piatta, e oltre al fatto che tenesse ad Areth, non ho colto nient'altro in lei. Invece, il protagonista lo ritengo abbastanza ben caratterizzato, un uomo lacerato dal desiderio di sapere chi è in realtà, determinato a scoprire quale sia la sua identità passata di cui non ha memoria (mi ha ricordato Credence Barebone di Animali Fantastici), desiderio che lo porterà ad intraprendere un viaggio per la terra di Reador durante il quale avrà modo di riflettere su se stesso e l'opportunità di incontrare diversi individui, chi relativamente importante chi meno, che lo indirizzeranno verso la fine del suo viaggio. 
È quantomai evidente che l'idea del romanzo sia stata concepita con l'intento raccontare in maniera molto concisa solo ed esclusivamente la storia di Areth, senza dedicare molta attenzione alle persone accanto a lui che rappresentano soltanto un contorno sbiadito, scelta che non biasimo ma che non mi sento di condividere appieno. 
Il finale avrebbe dovuto essere un colpo di scena, e possibilmente lo sarà per alcuni - e lo spero - ma non lo è stato per me, che avevo capito tutto sin dall'inizio. Ma a parte questo, lo trovo incompleto. Sono rimasta delusa dal fatto che la narrazione sia stata troncata così malamente, soprattutto perché, nonostante il protagonista sia caratterizzato in maniera decente, sarebbe stato proprio il dopo quell'evento a definirlo. La sua reazione a tale rivelazione sarebbe stata il vero colpo di scena, cosa che è venuta a mancare per motivi che ignoro. 
Ciò nondimeno, non lo reputo un brutto libro, anche se, ad essere onesta, non mi ha lasciato quasi nulla se non l'amarezza per il finale spezzato. Ma come detto prima, la narrazione è scorrevole, nient'affatto noiosa e l'autore ha una buona penna. Non sarei affatto dispiaciuta di leggere altre sue opere. 


Rating
3,5/5