#Recensione: Berserkr di Alessio Del Debbio

11.12.2018


TRAMA


Berlino, inizio del terzo millennio. La Guerra Calda è finita, gli Accordi dell'89 sono stati firmati e la città è stata divisa in sette zone, ciascuna assegnata a una delle antiche stirpi. All'interno della Ringbahn vivono gli uomini, protetti dalla Divisione, incaricata di mantenere la pace e impedire sconfinamenti e scontri tra le stirpi. Misteriosi omicidi, provocati da sconosciute creature sovrannaturali, iniziano però a verificarsi in tutta la città, rischiando di frantumare il delicato equilibrio raggiunto. La Divisione incarica Ulrik Von Schreiber di indagare, aiutato dal pavido collega Fabian, ben sapendo quanto abbia a cuore il mantenimento della pace. Ma Ulrik non è soltanto un cacciatore, incarna lo spirito protettore della città, l'Orso di Berlino, che non attende altro che liberare la propria furia. 


RECENSIONE


Il primo elemento che ho apprezzato di questo libro è il protagonista, Ulrik Von Schreiber, con cui ho empatizzato sin da subito per via di una particolare caratteristica personale che condividiamo e che, a mio parere, gli ha conferito una sorta di "completezza".
Il libro scorre abbastanza bene, non ho riscontrato punti morti; alcune parti sono più tediose di altre, ma si tratta di un aspetto che trovo assolutamente normale in quanto una storia non può essere composta interamente da scene d'azione e colpi di scena. I personaggi secondari principali non mi hanno entusiasmato molto e la maggior parte sono scarsamente caratterizzati o non abbastanza, questa è una delle pecche presenti all'interno del romanzo, a mio parere. L'unico personaggio secondario che mi ha fatto provare qualcosa è stata Lorelei, e in merito a quest'ultima non ho nulla da obiettare, in quanto proprio grazie alla sua presenza la storia ha assunto una nota che l'ha resa più entusiasmante. L'ambientazione mi è piaciuta, nonostante io non vada pazza per la Germania e il nome del protagonista sia stato uno dei pochi nomi che ho saputo pronunciare con facilità. Inoltre, ho appreso anche alcuni aspetti del luogo che prima ignoravo, e questo è un fattore che apprezzo moltissimo.
La sola cosa che mi ha fatto storcere il naso e che proprio non tollero sono gli "spiegoni", i discorsi lunghi e articolati durante le scene d'azione e di combattimento che rendono il tutto poco realistico e fanno scivolare via l'entusiasmo dello scontro in corso. Quando si combatte, non si parla.
Sinceramente, ho preferito molto più la prima parte rispetto alla seconda, possibilmente per via della questione dei dialoghi espressa poco prima, ma nel complesso non posso dire che non sia stata una lettura piacevole, anzi. E sebbene la seconda parte mi sia piaciuta meno della precedente, ho adorato il finale -- non solo non me lo aspettavo, ma contiene un messaggio intrinseco piuttosto importante e bello in sé: che non sempre siamo costretti a essere nemici, non se proviamo a comprendere; che non sempre le cose sono come sembrano e che saltare alle conclusioni in maniera negativa può privarci di qualcosa che, magari, avremmo potuto invece apprezzare.
Nonostante i difettucci sopra citati, il libro è carino e scorrevole. A suo favore gioca la lunghezza, che corrisponde a poco meno di duecento pagine, per cui non risulta per niente pesante. Personalmente, lo consiglio a chi necessita di una lettura leggera e non troppo impegnativa.


Rating
4/5


Puoi trovare il libro su: Dark Zone EdizioniAmazon Mondadori | Feltrinelli | Libreria Universitaria

Sito ufficiale dell'autore: www.alessiodeldebbio.it